Quando ne parlo, mi capita spesso di dover definire che cosa è il disegno, in che cosa consiste la pittura. Non sono riuscito a trovare una definizione univoca, la più semplice indicazione che sono riuscito ad escogitare è che il disegno consiste nel produrre una serie di macchie e segni che stimolano in chi li vede un processo di riconoscimento del soggetto disegnato, tutto questo ai fini di una comunicazione (più o peno conscia) verso gli altri.
Analogamente a quello che avviene mostrando questa immagine il cervello, che è il vero responsabile del processo della visione, riconosce secondo alcune abitudini rafforzate dalla continua ripetizione, certe forme. Nella immagine presentata praticamente tutti riconoscono un triangolo bianco poggiato su un triangolo nero e su tre cerchi neri. Il processo di riconoscimento è cosi potente che osservando attentamente, il bianco del triangolo sembra addirittura più bianco del campo che circonda l’immagine. Questo succede perché nel riconoscere e decodificare i segnali percepiti dagli occhi, il cervello procede secondo leggi di economia e sintesi dei dati di cui tener conto. In realtà nella immagine sono presenti tre triangoli neri e tre settori circolari ottusi (a forma di “packman”) orientati e posizionati in maniera da lasciare una zona centrale libera che suggerisca l’esistenza del triangolo. E’ il cervello che fa il resto. Ai fini del disegno (e delle arti figurative in genere) la presa di coscenza di questo tipo di gioco percettivo è – secondo me – molto utile.
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